La società


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Fin dall'età repubblicana esistono due classi: i patrizi, i discendenti delle famiglie più antiche e potenti che esercitano il potere politico; e i plebei, commercianti, artigiani o contadini che lavorano le terre dei patrizi. Più tardi emerge la classe dei cavalieri: ricchissimi commercianti che ottengono dallo Stato appalti pubblici per realizzare strade, dighe, acquedotti, per approvvigionare l'esercito o riscuotere tributi. Esiste poi un'ampia classe di poveri che le dure condizioni di vita inducono spesso alla rivolta. La loro sopravvivenza dipende in gran parte dalle donazioni pubbliche. Lo Stato cerca infatti di guadagnare il consenso offrendo cibo e spettacoli. Lo straordinario sviluppo della civiltà romana si deve anche al duro lavoro svolto dagli schiavi, in genere prigionieri di guerra. La schiavitù libera i romani dai lavori manuali, e consente loro di dedicarsi ad attività produttive e intellettuali, e di realizzare opere straordinarie in tutto l'impero : strade, acquedotti, ponti, terme, teatri, anfiteatri, templi, grandi bonifiche. Il cittadino romano si considera al servizio della comunità, e ritiene suo dovere adoperarsi per il bene comune, o per la res publica, cosa pubblica, da cui deriva la parola italiana repubblica. Tutti i cittadini prestano il servizio militare. Il capofamiglia, o paterfamilias, esercita un potere assoluto su moglie, figli, schiavi e beni