La vita delle città
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Gli uomini vivono molto per strada, all’aperto, anche perché le case sono piuttosto buie, anguste, costruite in gran parte con fango e quasi prive di finestre. Il costume vuole invece che le donne stiano in casa. Durante la giornata i greci partecipano all’assemblea, frequentano la palestra, vanno a teatro, assistono a cerimonie religiose nel corso delle quali vengono sacrificati animali agli dei. Spesso i resti sono distribuiti fra i presenti. Il centro della vita cittadina è la piazza, o agorà. Qui si tiene il mercato, luogo non solo di acquisti, ma anche di vita sociale. Vi si possono incontrare banchieri per cambiare monete straniere e ottenere prestiti, venditori di cibo, di vasi, di giocattoli per bambini come pupazzetti di animali e bamboline plasmate sul momento nell’argilla, o si possono ingaggiare flautiste per allietare un banchetto. Nella piazza sorgono i principiali templi ed edifici pubblici. Le leggi più importanti vengono scritte sui muri degli edifici, affinché siano ben visibili a tutti. Chi ha commesso un reato che comporta la perdita dei diritti civili non può più entrare nella piazza, considerata un luogo sacro. I templi, dedicati alle dee e agli dei dell’Olimpo, sono edifici rettangolari con tetto a doppio spiovente e portico di colonne intorno a uno o più lati dell’ambiente in cui si trova la statua della divinità. L’architettura greca è trilitica, che significa “costituita da tre pietre”, perché su due colonne o pilastri verticali poggia una trave orizzontale. Il sistema non è molto diverso da quello utilizzato da un bambino con le costruzioni. Si tratta di edifici semplici, ma che possono essere riccamente decorati e abbelliti.